From reality






















"From reality" nasce da una ricerca sulle possibilità dell'astrazione fotografica off-camera e sul rapporto tra immagine e realtà materiale. Attraverso l'impiego di sostanze fotosensibili, processi chimici, fonti di luce e materiali di diversa natura, il lavoro indaga modalità di produzione dell'immagine che prescindono dall'utilizzo della macchina fotografica e dalla rappresentazione diretta di un soggetto.
Una prima parte della ricerca si concentra sull'interazione tra emulsione alla cianotipia, carta ed elementi di diversa natura. La luce e le reazioni chimiche intervengono direttamente sulla superficie fotosensibile, generando forme e configurazioni visive che non derivano dalla registrazione di un'immagine preesistente, ma dall'incontro tra materiali e processi. L'immagine emerge così come risultato di una trasformazione fisica, in cui la materia assume contemporaneamente il ruolo di soggetto e di strumento di produzione.
Una seconda parte del lavoro si sviluppa invece attraverso l'osservazione e l'ingrandimento di superfici plastiche. Utilizzando la fotografia e le tecniche di stampa in camera oscura, dettagli e texture vengono isolati dal loro contesto originario e portati a una scala in cui perdono la propria riconoscibilità, dando origine a configurazioni astratte. Ciò che inizialmente appartiene a una superficie concreta si trasforma in un'immagine autonoma, sospesa tra percezione, materia e rappresentazione.
Le due direzioni convergono in una riflessione sull'origine dell'immagine fotografica e sulla possibilità di costruire forme visive a partire dalla realtà senza necessariamente riprodurla. La fotografia diventa così uno strumento per osservare ciò che normalmente rimane ai margini della visione: fenomeni, strutture e relazioni che emergono attraverso la luce e il processo fotografico.
[ENG]
"From reality" stems from an investigation into the possibilities of off-camera photographic abstraction and the relationship between images and material reality. Through the use of photosensitive substances, chemical processes, light sources and materials of different kinds, the work explores ways of producing images that do not rely on the camera or on the direct representation of a subject.
The first part of the research focuses on the interaction between cyanotype emulsion, paper and various materials. Light and chemical reactions act directly on the photosensitive surface, generating forms and visual configurations that do not derive from the recording of a pre-existing image, but emerge from the encounter between materials and processes. The image thus takes shape as the result of a physical transformation, in which matter simultaneously becomes both subject and means of image production.
The second part of the work develops through the observation and magnification of plastic surfaces. Using photography and darkroom printing techniques, details and textures are isolated from their original context and enlarged to a scale at which they lose their recognisability, giving rise to abstract configurations. What initially belongs to a concrete surface is transformed into an autonomous image, suspended between perception, matter and representation.
These two approaches converge in a reflection on the origins of the photographic image and on the possibility of creating visual forms from reality without necessarily reproducing it. Photography thus becomes a means of observing what normally remains at the margins of vision: phenomena, structures and relationships that emerge through light and the photographic process.
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